mercoledì 2 luglio 2014

La capacità di risollevarsi

 Ho conosciuto una mamma ancora giovane che 6 anni fa ha studiato (molto ingenuamente, direi) un modo di lavorare e allo stesso tempo di stare con le sue 2 figlie. Allora erano piccole e per permettersi di poter stare sempre con loro, seguirle nei compiti e nei giochi ma allo stesso tempo portare a casa 2 soldi ha deciso di rilevare una lavanderia di paese. Scelta molto criticata da chi le stava vicino perchè pareva più una scelta egoistica. Ma so per certo che la sua idea fosse proprio questa: evitare di trovare un lavoro che la portasse fuori casa e, poichè le bimbe erano troppo piccole per poter stare a casa da sole, sicuramente trovare una tata che le seguisse.  Non sapendo minimamente da dove iniziare, ha impiegato 6 mesi per apprendere da una lavandaia con esperienza 30ennale ma alla fine, piena di buona volontà e di buona pratica , ha imparato.

Dopo 4 anni, tra macchinari che la abbandonavano cammin facendo, figli che nascevano (altri 2!!), problemi con i vicini che non volevano che le figlie giocassero nel retro (e non solo...)  e lavoro che scarseggiava ha deciso di dar via la gestione ma non trovando nessun acquirente, dopo altri 6 mesi, a fine giugno, ha deciso di chiudere definitivamente. Vedere il locale vuoto alla fine per lei è stato un colpo al cuore. Tutto ciò che lei aveva investito in soldi, tempo, fatica, sacrifici e speranze per il presente e per il futuro dei suoi figli, speranza di poter ingranare bene tanto da costituire un'impresa  famigliare col marito, in poco tempo si è vista sfumare tutto. L'ho vista stare male, piangere e disperarsi per i soldi persi, i debiti acquisiti e il nulla in mano. 


Siccome è una persona abbastanza forte, l'ho vista rialzarsi presto, grazie alla sua famiglia.
Dopo 4 mesi, infatti, finalmente una nuova occasione e quello che sognava da tempo: spostarsi dal paese in cui viveva dove ormai si sentiva stretta ma soprattutto aprire un locale con il fratello cuoco.


 Era il loro sogno. Per lei un onore poter condividere il suo sapere con il suo amato fratellino ed essere spalleggiati dai genitori. L'ho vista rialzarsi in fretta dall'esperienza della vecchia attività e impegnarsi per questa nuova. Un trasloco in un altro paese e tutta la sua burocrazia, l'apertura del locale e tutta la sua burocrazia, lo spostamento di scuola di 3 pupi su 4 e tutta la sua burocrazia e un figlio di 10 mesi che stava ancora allattando in modo esclusivo....credevo che mi collassasse ad un certo punto: dormiva pochissimo e cercava di tenere tutto in piedi. Nel frattempo non dimenticava di pagare i debiti della lavanderia e discuteva quotidianamente con le figlie grandi che non volevano spostarsi dal loro paese natio. Sarò di parte, ma in quel periodo è stata una grande...Wonderwoman le faceva davvero un baffo!!!!

Dopo 6 mesi era di nuovo in ballo con la sua/loro nuova attività. Ben presto però, si è resa conto che lavorare con più persone, quali fratello e genitori, poteva essere meraviglioso quanto distruttivo. Come dice il detto "Tante teste, tante idee", non era facile cercare di accontentare tutti. E lavorare gomito a gomito con le persone a lei care non le era così semplice. Il ristorante in questione non prevedeva carne e pesce nel menu ma presentava un modo per restare in salute sedendosi a tavola (un'innovazione in zona!!!) e per lei non è stato facile ingoiare le critiche dei clienti che non accettavano questa cucina. Insomma, ha vissuto questo nuovo lavoro tra la felicità di avere finalmente in mano il suo sogno e il terore di perderlo perchè non vedeva il decollo. L'ho vista barcollare spesso, passare periodi in cui la sua vita era una discussione con tutti: il marito, le figlie, il fratello, i genitori. Periodi in cui avrebbe voluto mollare tutto per non dover scontentare nessuno, perchè era chiaro che se si impegnava su un fronte perdeva di vista gli altri. E lei (purtroppo) è una persona che vorrebbe piacere a tutti. Le sembra così incredibile non poter andare d'accordo con tutti, ma tant'è.... 
Sta di fatto che dopo 12 mesi di lavoro l'anno si è chiuso in modo neutro. Le era stato detto che se si superava decentemente il primo anno che è il più tosto, allora si è a cavallo. Peccato che un ristorante di nicchia in un paese di collina in un periodo di crisi sociale in un paese disastroso come l'italia sia destinato a fallire anche se la cucina è promossa a 4 stelle e mezzo su siti come Tripadvisor. E infatti così è stato. Dopo altri 6 mesi si sono resi conto che se fossero stati in una città come Torino, sicuramente avrebbero avuto più chances di lavorare. Evidentemente in questa zona il discorso della salute a tavola non era stato percepito come si sperava. E così, una breve riunione tra famigliari, ha decretato la chiusura definitiva. E lo stesso giorno in cui 2 anni prima aveva chiuso la lavanderia si è ritrovata per la seconda volta a dover chiudere un'altra attività.
L'ho di nuovo vista stare male, piangere e disperarsi per i soldi persi, i debiti acquisiti e il nulla in mano. Ancora di più per questa attività a cui lei credeva intensamente e per la quale di nuovo aveva con la sua famiglia investito in soldi, tempo, fatica, sacrifici e speranze per il presente e per il futuro dei suoi figli, speranza di poter ingranare bene tanto da costituire un'impresa  famigliare col marito...insomma anche questa volta in poco tempo si è vista sfumare tutto. Ora si sente vuota e privata di tutto. Non si sente più una mamma ancora giovane di 6 anni prima, ora si sente una quasi40enne intrappolata da una nazione che le sta succhiando tutto e le ha dato solo debiti. Si sente arrabbiata col mondo, nervosa e desidera stare sola. In questo momento non vorrebbe nemmeno avere la famiglia che la distrae. Vorebbe andarsene lontano e stare in soltudine con i suoi pensieri. Concetto molto difficile in una famiglia numerosa e in una vita quotidiana che porta a non fermarsi mai, tra la routine e la burocrazia e i lavori che si hanno quando si chiude un'attività.

Difficile trovare o anche solo immaginare una conclusione in giorni come questi. Spero per lei che arrivi in fretta. Che presto si sappia risollevare come ha fatto tutte le volte che si è seduta. Alcuni amici le hanno fatto notare che nella vita c'è di peggio. Certamente. Se è per quello nella vita c'è anche di meglio. E lei non capisce proprio perchè occorra sempre combattere come dei guerrieri quando si desidera qualcosa. E non c'è nulla al momento che la convinca che tutto sommato nella sua vita ha combattuto la giusta misura per ottenere le cose che ha desiderato rispetto ad altre mamme, mogli, casalinghe, cuoche ed altro come lei. Ma al momento non vuole sentire confronti. Da quell'orecchio proprio non vuole sentire, al momento. 
...Passerà. Forse.






lunedì 10 febbraio 2014

Di digiuno discorrendo....

Dopo vent'anni di onorata carriera di di grandioso servizio, sabato scorso il mio corpo ha incrociato le braccia e si è messo in sciopero. Così, di punto in bianco (beh, forse non l'ho saputo ascoltare molto....) ha deciso di lasciarmi a piedi.



 L'ultima volta che mi aveva dato chiari segni di sofferenza era stato quando avevo 17 anni. Annata di stress su tutti i fronti, durante l'estate dopo aver "ingoiato"  il ragazzo che mi aveva lasciato, 2 lutti, uno in famiglia ed uno di una cara amica, la bocciatura a scuola e diosolomiricordicos'altro, per riprendermi mi ci era voluto più di un mese. Perdevo i capelli a manate tanto che dovevo viaggiare con un baschetto perchè avevo la rosa pelata tipica dei frati, ero sempre debole e arrabbiata, triste e piangente. Dopo qualche giorno di letto mi sono sparata 10 giorni di digiuno, ovviamente seguita dal mio mitico papi. Mi ricordo quel mese di convalescenza come un periodo di rinascita in cui ho potuto gongolare a letto tra le coccole di mamma, papà, fratello e sorella, i bagni di sole e i succhi di uva. Al di là dei kili che avevo perso e che ovviamente  ho ripreso dopo qualche tempo, il digiuno e il riposo mi avevano aiutata a riprendere in mano la mia situazione e scaricare quindi tutto lo stress accumulato negli anni e in particolare quell'ultimo anno.
Sabato scorso, dopo aver salutato la mia primogenita in partenza per una breve vacanza col nonno, mi ricordo di aver chiesto a mio marito di andarmi a coricare un pochino perchè sentivo i brividini tipici dell'arrivo dell'influenza. Ovviamente non avevo già fatto colazione nè pranzo e il mio unico desiderio era senza dubbio di POTER DORMIRE. Infatti sono seguiti altri 2 giorni in cui completamente priva di forze alternavo momenti in cui mi svegliavo presa dai sensi di colpa per aver lasciato tutto in mano a Mirko e momenti in cui giacevo completamente svenuta nel lettone....che tanto anche avessi provato ad alzarmi non sarei mai riuscita. Febbre non ne ho avuta, ma la spossatezza e la stanchezza le sentivo completamente coricate su di me. Al quinto giorno di digiuno il mio corpo ha cominciato a reagire positivamente, consapevole però che altri giorni di digiuno, essendo costretta a rialzarmi per forza di cose, non avrei più potuto farne. Anche questa volta questo mezzo digiuno (mezzo rispetto alla lunghezza del precedente) mi ha portato a ripulire un pò questi 20 anni in cui la mia vita è completamente cambiata. Sono passata dall'essere ragazzina ad essere ragazza ad essere mamma e moglie a tempo pieno. Sono passata dal non sentire le vere responsabilità della vita a condividere la vita con mio marito e i miei figli che a poco a poco sono sempre più aumentati. Per non parlare dei traslochi che abbiamo fatto in 15 anni di vita insieme. Insomma, un bel cambio, come d'altronde spetta a tutti. In questi anni ogni tanto ho avuto qualche acciacco, ogni tanto mi sono forzatamente fermata per riprendere aria. Ma si trattava di qualche giorno. Ma mai come questa settimana che mi è parso un periodo decisamente lungo che, tra l'altro, pareva non finire più. Ho avuto modo di capire come nel giro di 20 anni io abbia reagito ad un'influenza un pò più forte del previsto. Nemmeno da dire, durante l'adolescenza le forze sono ben altre....mi sono proiettata di nuovo tra 20 anni e, ammesso che sia sempre in questa maniera l'allerta del mio corpo tutto sommato leggera rispetto a ciò che si sente in giro, diomenescampieliberi al dover patire di nuovo una stanchezza del genere. Non sentirti parte attiva del tuo stesso corpo è orribile. Tu vorresti alzarti perchè vedi la roba da stirare che aumenta, la merenda che i figli reclamano, il cane che dovresti portare fuori, la cena da preparare, il marito che anche lui, pover'uomo, vorrebbe riposare, il pavimento che sarebbe da lavare....ma non ce la fai. Ti spinge giù e ti inchioda letteralmente a letto. E non te la senti nemmeno di leggere un libro o navigare su facebook e guardare la tv. Niente.


Devo dire, e ritorno sul discorso molto volentieri, che il digiuno mi ha liberato in fretta da questo malessere. Lo fa spesso, in effetti, tutte le volte che ho qualcosa che non va mi aiuta molto velocemente nella ripresa. Tanta acqua, molta rilassatezza nel fare le cose e ripresa con frutta e/o verdura cruda. E' una pratica che bisognerebbe sempre tenere lì pronta per qualsiasi occasione. Alla fine funziona sempre, soprattutto se si vuole evitare di prendere robaccia da farmacia. E' una sensazione meravigliosa ascoltarsi, ascoltare ad esempio il rumore della pancia che brontola. Ha molto di più profondo che un semplice brontolio da:"Uhhh, che fame!!!". Per non parlare di quando si decide di riprendere a mangiare. Anche un "solo" frutto diventa meraviglioso, da assaporare ogni morso che gli si dà. Tutti i cibi assumono un sapore divino....mi viene un pò in mente lo slogan di uno yogurt....fate l'amore con il sapore. Azzeccatissime parole. Tutto il corpo, tutte le sue cellule ne ricavano beneficio, è una sorta di coccola. Tanto che non si dovrebbe aspettare di non stare bene per mettere in pratica uno o più giorni di digiuno. Periodicamente occorrerebbe proprio trattare bene il nostro corpo e regalargli almeno una giornata di riposo. Perchè in effetti è facile maltrattarlo con stress, corse contro il tempo, disagi mentali che si ripercuotono sul fisico, facili abbuffate senza una corretta masticazione e, in primis, pessime abitudini alimentari. Sicuramente togliergli un peso non può fare altro che trattarlo con cura. E onde evitare tra 20 anni lo stress improvviso e pesante avuto la scorsa settimana credo proprio che ora passerò io alla fase "d'attacco" e coccolerò un pò di più il mio corpo, il mio fisico e perchè no?, il mio spirito. Buone coccole a tutti!!!!















sabato 11 gennaio 2014

Due anni

Due anni. 
Ti guardo e mi sembri già così grande. Quando due anni fa ti stringevo al mio petto scansandoti dai tubi della flebo e ti attaccavo al seno come mai avevo fatto prima. E infatti sei l'unico che ha ciucciato fino a qualche mese fa e già quell'attaccamento mi è mancato da subito.
Era l'unico momento in cui esistevamo solo noi due e il nostro rapporto era davvero nostro e di nessun altro....un pò come nel film di Avatar, quando i Navi, per cavalcare i loro Ikran, stabilivano il loro legame tramite la lunga treccia con il sistema nervoso degli animali.
E una volta creato il legame, ci si legava per tutta la vita. Ecco, quel legame tra noi, costruito in quel modo fin dalla tua nascita, non l'avrei interrotto mai. Ma tant'è....


Mi era stato detto che i capricorni sono testardi con un caratteraccio da provare per credere...non ci ho creduto finchè non ho, in effetti, provato....credevo di star già bene con le tue sorelle (1 ariete e 2 tori), credevo che loro fossero il massimo della combinazione astrale per mandarmi in manicomio....e no!!! mancavi tu con la tua cocciutaggine: se decidi che è no, non c'è verso... nemmeno le suppliche per farti cambiare idea!!

Al contrario se decidi che vuoi far qualcosa che ti sei messo in testa di fare....sono urla e scalpitii se provo a negartelo. Ma non solo!!! Ti arrabbi, urli, grugnisci e... alzi le mani!!!! All'inizio ero senza parole. Avevo avuto già a che fare con una tua sorella in particolare, Becky, che se mentre le davo da mangiare rallentavo la corsa era più il tempo che dovevo consolarla per farla smettere di urlare e battere i piedi sotto al tavolo, che il tempo impiegato per finire di mangiare....ma questo proprio non me l'aspettavo. E se la piccola Maddalena, con cui ti intrattieni molto e a cui sei attaccatissimo,  fa qualcosa che non ti garba mentre giocate insieme? Ma che si tolga di sotto, altrimenti la torturi a suon di urla, tirata di capelli, morsi e udite, udite....sputi!!!!! ...Tu sputi!!! ...Ma chi ti ha insegnato, a un anno o due che c'è l'opzione sputo tra tutte le torture per attaccare/difendersi da qualcuno??? Per non parlare degli anni di vita che mi hai già fatto perdere in soli 2 anni....arrampicate sul tavolo attraverso la sedia, il cadere dal letto perchè non stai fermo un secondo, la rottura di giochi appena regalati perchè sei rozzo, grossolano, indelicato e grezzo. A Natale ti abbiamo regalato una bisarca con 4 macchinine. Il giorno dopo sei montato a cavallo della bisarca rompendo ovviamente il traino del semirimorchio. Così, dopo nemmeno 24 ore, di ciò che era un autotreno ne è rimasto solo più la cabina. Delle 4 macchinine una è già partita in direzione pattumiera, perchè non ha resistito alla funzione pattino....Ahhh, quanta pazienza!!!!
Per contro sei molto abile a fare il ruffiano. Se vedi che mi sto per arrabbiare o ti sgrido ma vedi che è una sgridata blanda e non seria, la tua boccuccia si trasforma in un cuoricino e mi sporgi le tue labbruzze per un bacio, e poi un altro e poi un altro....e mannaggiattè, io ci casco sempre come una pera cotta.... Sei dolcissimo, tenero, amabile e il mio zuccherino. Non vorrei un altro bimbo diverso da te, nonostante mi dia molto lavoro psicologico per capire e studiare com'è meglio affrontare le tue reazioni. 

Tanti auguri, tesoro mio, che la vita ti sia sempre così allegra e triste, come alterni i tuoi risvegli del riposo pomeridiano. Perchè il nostro legame non si interrompa mai, anche se tu non ciucci più dal mio seno. 

Ti amo, di un amore ineguagliabile, materno e infinito. <3











lunedì 6 gennaio 2014

La buona vita (felice) di tutti...


Quando ho cominciato le superiori ho conosciuto una mia compagna di classe, Loretta, che è stata mia amicissima fino a qualche anno dopo che le nostre strade si sono divise per 'problemi interni nostri' e per allontanamento fisico che ci ha portato anche a quello affettivo. Mi ricordo quegli anni bene perchè con Loretta ho riso tantissimo. Prendevamo simpaticamente in giro tutti, ci canzonavamo una dell'altra, andavamo in giro per i corridoi della scuola ridendo come delle pazze, 'tagliavamo' da scuola ritrovandoci in un bar di Pinerolo a fare finta di studiare per la verifica del giorno dopo e a scafonarci ogni cibo che il bar proponeva ridendo anche di questo. Mi ricordo distintamente che ci scrivevamo bigliettini durante la lezione oppure facevamo le boccacce per prendere in giro l'insegnante che proprio non potevamo digerire....insomma all'epoca eravamo davvero con il cuor leggero, vivevamo e soffrivamo per l'età che avevamo e non ci facevamo alcun tipo di problema.  Io ridevo tanto quanto piangevo e a volte ero talmente euforica che le lacrime mi scendevano da sole. Crescendo e cominciando la vera adolescenza (ebbene sì, all'epoca l'adolescenza non cominciava quando si era ancora bambine, come ahimè, succede oggi....) le cose sono cambiate. Sono cominciate le prime vere cotte, i primi veri (o no, sarebbe da discuterne col senno di poi) amori, gli ormoni che tiravano&spingevano e la voglia di ridere si è un pò calmata. 
In effetti tornassi indietro avrei continuato a ridere ancora per un pò di anni, anche se devo dire la verità, l'allegria non mi ha mai lasciata del tutto. Devo dire che il mio nome l'ho sempre visto fatto su misura per me(tranne il periodo in cui pretendevo di essere chiamata Consuelo....gulp!!!). Forse se mi avessero chiamata Allegra mi sarebbe calzato meglio ancora ma per fortuna mi piace molto Serena e me lo tengo ben stretto. Ancora oggi chi mi conosce mi dice "Ah, sei serena di nome e di fatto!!!", ebbene sì, lo sono.(Tranne i periodi in cui sono nervosa, come direbbe mio marito!)
Questo mi ha fatto riflettere oggi. Il fatto che nonostante abbia più del doppio dell'età in cui ho conosciuto la mia amica Lori (non dico il triplo, perchè sarebbero davvero troppi, ancora... ;-)  ), io non abbia smesso di avere dentro di me quella spensieratezza che mi caratterizzava allora nonostante la mia vita sia decisamente cambiata ma sicuramente complice il fatto che nella mia vita finora non ho mai vissuto traumi famigliari, salutistici o personali tali da farmi cadere da quello stato di gaiezza perenne. Però patisco tantissimo chi invece intorno a me passa le giornate a 'piangere' e a piangersi addosso, come se tutti i problemi del mondo gravassero sulle sue e solo sulle sue spalle. 

Non mi viene tristezza. Mi viene rabbia. Perchè di persone che nella loro vita sono state infelici per via di una miriade di motivi (validi, oserei aggiungere) ce ne sono, e ce ne sono davvero tantissime. Allora credo che a volte una persona prima di cominciare a sentirsi triste dovrebbe capire realmente cosa sia la tristezza. Quando stavo per finire le superiori una mia compagna di classe orfana di padre, ha perso anche la mamma. Ho ancora nella mia mente il  giorno in cui l'ho rivista al funerale della mamma. Quelli sì che erano occhi tristi, occhi che avevano perduto tutto, tutto il senso della vita che a 17 anni si può perdere, salutando l'unico proprio genitore che ti sta lasciando. Eppure ho rivisto questa ragazza dopo tanti anni e sembrava rinata con una bimba, a sua volta, ed una vita propria (e, ovviamente tutti i problemi che ne concerne). Voglio dire che anche chi ha passato il peggio dalla vita alla fine trova il modo di rialzarsi. Conosco genitori che hanno sotterrato la figlia che ha lasciato loro una nipotina piccola. Al funerale erano loro a consolare me. Conosco mamme che con e per i figli hanno vissuto l'inferno col il marito che alzava le mani e faceva dentrofuori dal carcere. Eppure oggi continuano a vivere e quando chiedi loro come stanno riescono persino a sorridere e dirti che stanno bene. Conosco genitori con figli disabili che hanno fatto della loro vita una missione. E persone che hanno passato l'inferno con disturbi alimentari, amputamenti di più arti, problemi di alcool e droga...persone che si sono rialzate e oggi vivono serenamente. 
Insomma il punto è che se vuoi essere triste devi esserlo per un motivo specifico del momento. Ma cercarti di rialzare sempre e comunque. Non è possibile che la tristezza possa prendere il sopravvento su di te per tutto un certo periodo della tua vita. E che diamine, una sola ne abbiamo di vita, quando pensi che potrai essere felice? Chi mi dice: "ehhh, sapessi, nella mia vita ne ho passate tante!!!" rispondo che è vero. Non voglio discutere su ciò che si è passato. Ma la tristezza di oggi perchè ce l'hai? Da fuori, da chi come me 'non ne ha passate tante' quante certe persone forse sembreranno parole insensibili. 
Ma assicuro che non è così. E chi trova la scusa (oserei dire banale) che la sua tristezza proviene dalla depressione della madre mi fa davvero arrabbiare. Perchè se si sa cosa si è passati con l'esaurimento del proprio genitore si dovrebbe fare di tutto per evitare lo stesso malessere ai propri figli. Oggi ciò che ci fa deprimere è il lavoro o la mancanza di lavoro, i soldi o la mancanza di soldi, l'impossibilità di avere figli o la presenza dei figli, sentirsi troppo magri o essere troppo grossi, l'avere troppo amato o il non aver incontrato ancora l'amore della propria vita. Che palle!!! Ogni piccolo o grande  problema lo facciamo diventare insormontabile quando magari non lo è....Ovunque mi giro c'è qualcuno che ha il muso per un motivo o per l'altro. Penso e dico sempre che non è che facendo il muso i problemi si risolvono, anzi!!! sono sicura che negatività chiama negatività....
Chè problemi seri ne ho avuti anche io, non è che sono uscita indenne da questa vita che ti dà molto ma a volte ti toglie tutto, attenzione!!! Ho pianto anche io, mi sono sentita anche io sola, nel fondo di un baratro, persa, timorosa di non farcela....E' che non mi sento così forte più di altre persone che conosco da riuscire a risolvere e gli altri no, ecco. Siamo più forti di quello che crediamo e la nostra forza dobbiamo tirarla fuori proprio in questi casi. Lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli, alla nostra famiglia, agli amici, alla vita stessa. Ci sono persone che stanno sempre peggio di noi, poi oggi è davvero semplice trovarne con la vita che stiamo facendo negli ultimi anni tra la salute che peggiora sempre di più e la crisi...forse potremmo pensare che con chiunque ci ritroviamo a parlare in quel momento potrebbe stare peggio. Rialzarsi, ecco la chiave. Dovremmo prendere esempio dai bimbi, alla fine il nostro malessere potrebbe valere il momento di una caduta di un bimbo. Cade, si sente triste, piange, si sfoga. Si rialza e ricomincia a correre e giocare tranquillamente. Perchè da piccoli siamo così e da grandi diventiamo delle chiaviche? 

A volte leggo nei messaggi di gruppo tra amiche il concorso a chi sta peggio in quel momento...."Uff, ho un brufolo che mi fa il naso quanto Maga Nocciola....", "Uh, io invece mi sono svegliata con un male alla pancia tremendo", "Io invece sono incriccata, non riesco a muovere il collo...."....sapere che qualcun'altra sta messa peggio di noi forse (nel nostro inconscio) ci fa stare meglio? Ma allora perchè non funziona sempre? 

Che odio (per dire che mi dispiace, che non sopporto saperla così) quando sento la tristezza di un'amica in particolare che ormai è insita in lei, credo che nemmeno più lei sappia perchè si sente così, è uno stato in cui vive perennemente. Con la faccia che non ha più un'espressione se non quella dell'infelicità da cui, peraltro, non si sogna nemmeno di uscire o quantomeno di provarci. Con i figli che nel frattempo le passano davanti con gli anni e non si rende nemmeno conto che loro stanno crescendo e gli anni non tornano più. Si crogiola nella tristezza che è tutto uno schifo, il lavoro che non trova, quello che trova, gli anni che passano, i bimbi che crescono e che, ovviamente, passano, il matrimonio col marito non ne parliamo... Io le sono amica e le voglio un bene dell'anima, ma dopo tanti anni non so davvero più cosa dirle quando ci sentiamo perchè anche quando ci scriviamo solo, "sento" il tono del suo messaggio che è negativissimo.  E mi fa tanta, tanta rabbia. So che alla fine io posso parlare quanto voglio ma lei ormai mi ha messa in silenzioso e non mi ascolta più. Siamo amiche, ma io non riesco ad assecondarla quando si butta giù scavandosi proprio la fossa. Vorrei che reagisse, è una bellissima ragazza, con un marito che a modo suo la ama e cerca di dimostrarglielo, con figli splendidi, la famiglia che le si stringe intorno...ma perchè i suoi occhi e la sua mente vedono solo gli aspetti negativi della sua vita?
 Tutti hanno problemi, chi più chi meno. La vita non prende di mira nessuno. Sta a noi scansarci cercando di essere positivi. Come fosse una partita di palla prigioniera. La vita tira le sue palle. Certo che se noi stiamo fermi pensando "Adesso mi prende, adesso mi prende...." non succederà mai niente di diverso dall'essere presi!!! 
Godiamo poco dei bei momenti e ci trasciniamo quelli negativi. Dovremmo essere in grado di fare il contrario: portarci sempre quelli positivi e risolvere nel più breve tempo possibile i problemi. 
E se per caso si viene beccati dalla palla avvelenata, beh, si sa che ci sono anche la famiglia e gli amici pronti a supportarci: magari non ci risolveranno nulla ma la loro vicinanza potrà aiutarci a risolverla con più entusiasmo e positività. 
Mi piacerebbe tornare al cuor leggero dei miei 15 anni. Ma naturalmente quando ci si forma la famiglia e si hanno a propria volta dei figli, si deve lasciare che loro abbiano il cuor leggero e appesantire i nostri dei problemi della vita. Ma nulla mi vieta però di sorridere alla vita, per ringraziarla di ciò di cui mi fa godere ogni giorno. E se qualche volta mi sveglio col piede sbagliato, di chiederle di aiutarmi a rigirare la giornata. E se non fosse possibile, pazienza. 
Vorrei che tutti vivessero un pò di più come il bimbo che cade, piange, si rialza e continua per la sua strada. Che bello poter leggere i nuovi messaggi di gruppo: " Che figo, mi sono svegliata guardando il sole nascere!!!", "Uh, anche io con il pupo che mi ha stampato un bacio sulla fronte!", "Yeah, mio marito mi ha portato il caffè a letto e mi ha detto che mi ama"....e dei brufoli, del male alla pancia e dell'incriccamento...e chissenefrega!!! Ci sono e ci convivo. Ma il resto è talmente più bello che ci passo sopra e sopporto.

Ma quanto sarebbe bello??? Ci pensate???

...E intanto la mia amica Lori ed io abbiamo ripreso i contatti e a volte ci sentiamo. E riusciamo a prenderci in giro e a farci grasse risate sul passato scolastico e sulla squadra del cuore anche tramite messaggi....che tanto se ci elenchiamo ciò che non va, mica ci migliora la giornata!!!! 


Buona vita (felice) a tutti!!! <3











lunedì 30 dicembre 2013

Tirando le somme....




Manca  un giorno alla fine dell'anno. Questi 12 mesi non sono volati....di più. Il 2013 è stato per me l'anno delle discussioni. Ahimè, avrei voluto chiuderlo con un altro spirito eppure se torno indietro con la mente mi rendo conto di aver discusso, sia a voce che per iscritto, davvero tanto. Discussioni che hanno portato a piccole e a grandi fratture che sicuramente con l'impegno di entrambi i fronti (in questo caso mio e del resto del mondo....) si sarebbero potute risolvere diversamente. Perchè le discussioni possono essere anche costruttive se da entrambe le parti c'è il volere di guardarsi dentro e riflettere sui propri errori. Chè anche quando si pensa di essere nel giusto, già solo perchè si è arrivati alla discussione vuol dire che un minimo di colpa la si ha. E la mia colpa me la prendo tutta. Ma è stato abbastanza sfiancante, spero che il nuovo anno mi porti più serenità.


I primi problemi li ho avuti con le mie figlie, arrabbiate per il trasferimento. Il cambio di paese, scuola, abitudini e amicizia le ha destabilizzate non poco e per tutto l'anno ho cercato di convincerle quanto possa essere bello cambiare ogni tanto e rifarsi altre amicizie e compagnia. Un buco nell'acqua. Ogni cosa che succedeva era rimandata al fatto che avevamo cambiato (qualche litigata tra compagne, un brutto voto, il disubbidire in casa....). Ora le discussioni sono diminuite ma ogni tanto viene fuori la frase: "Se non ci fossimo trasferiti, a quest'ora....."  Sgrunt!!!


Anche con mio marito le discussioni non sono mancate. Da un anno lavoro tutte le sere; lui arriva a casa ed io esco. E' vero, sono solo al piano di sotto, ma vedendoci 10 minuti al mattino e 10 minuti alla sera non sempre ci si dice tutto. Per cui è stato tutto un: "Non parliamo più, non me l'hai detto, non ero stato avvisato, quando me l'hai detto?, guarda che non me l'hai detto..." AAARRRGGGHHHH!!!!! Che fatica!!! Per poterci vedere un pò di più, il maritozzo ha cominciato a scendere dopo aver messo a dormire i pupi, in questo modo riusciamo a vederci un pò di più e a volte riusciamo a raccontarci qualcosa in più....


Ho discusso con piccole fratture anche con mio fratello e i miei genitori: con entrambi stiamo cercando ancora un certo equilibrio, dato che siamo passati a lavorare gomito a gomito, soprattutto con il fratellino. Non è il lavoro di per sè. Insieme, come dice Checco Zalone, "siamo una squadra fortissimi!!!" ma è la visione diversa della gestione del locale che imbroglia. Lui ha una impostazione molto rigida: in sala con la divisa, la famiglia e il lavoro devono stare separati, i bicchieri si portano in un determinato modo, in sala non ci devono essere schiamazzi bambineschi o alcune idee malsane (per lui) sul lavorare in un ristorante non devono essere nemmeno prese in considerazione. Io sono molto più alla buona. Per me non era IL ristorante, quello che volevo mettere su. Per me era un posto dove rifugarsi per cibarsi in modo naturale e farsi coccolare dai gustosi piatti e da una sala e personale accogliente. Non pensavo ai calici, ad una divisa standard, volevo più una cosa a misura di bimbi e di persone alla buona. Chè le persone chic ci sono, lo so, e so che sono anche loro da considerare come tale e pensavo quindi, come dire, di adeguarmi alla tipologia del cliente che entra nel locale mantenendo comunque una base semplice e non classica. Ma tutto ciò ovviamente era nella mia testa e cercare di avvicinarla alla testa di mio fratello è stato veramente difficoltoso se non impossibile. Quindi, dopo un anno, stiamo ancora cercando di trovare una quadra che smetta di farci discutere e che ci avvicini sempre di più creando meno danni possibile. Ma so che il percorso non sarà affatto sempice, se non altro perchè non ho più voglia di discutere soprattutto con lui e (ancora più soprattutto) con i miei, quindi come ho fatto quest'anno cederò ancora di più a lui, nel minimo possibile, i diritti di decisione.



A parte varie discussioni con i vicini di casa (discussioni peraltro fatte amabilmente e in modo pacifico con il padrone più che con i vicini, vista la loro codardia) quest'anno ho chiuso il mio rapporto di "convivenza" con un gruppo di mamme con cui dividevo da qualche tempo le mie idee e il mio stile di vita. Da loro ho imparato tanto e spero di aver lasciato anche un pò della mia scia. Ma quando vedo troppa presunzione e poca umiltà nelle persone, io mi tiro indietro. E manco avessi avuto a che fare con persone ignoranti...no, anzi!!! Tutte studiate e con un ottimo livello di preparazione sia scolastica che in varie materie che toccano la vita quotidiana di noi mamme, moglie, cuoche casalinghe ed altro.....Non che sia una sciagura studiare, altrochè....con tutti i soldi che hanno usato i miei per farmi studiare avrei dovuto essere plurilaureata, e manco ho dato loro la soddisfazione di una intelligenza brillante...ma penso anche che a volte la troppa cultura a volte annebbi la vista su ciò che è la vita "terrena" di tutti i giorni...Personalmente mi reputo fin troppo esaminatrice della mia coscienza per poter dire di non averci provato a non sbottare in alcuni momenti e lasciar perdere, adeguarmi ed ingoiare. Se l'ho fatto è proprio perchè non se ne poteva più della situazione.  Poi ecco, sono anche un pò paladina della giustizia, lo sono sempre stata anche a scuola: se vedo delle ingiustizie non riesco a non tacere. E così me le sono "prese" per me, per il mio caratteraccio (perchè SO di averlo!!) e per gli altri. Ma insomma, sono arrivata alla conclusione che se è andata così probabilmente in quel gruppo di "mamme dotte" (senza offesa, naturalmente!!) io mi amalgamavo come l'acqua con l'olio... e la frase di Luther King è la frase più azzeccata dell'anno per me. Troppo facile limitarsi ad offendersi o a starci male quando viene fuori la verità. E' vero, è la mia verità e chiunque potrebbe non essere d'accordo col mio pensiero. Un minimo però, dovrà far riflettere, no??? E invece no. E quindi davanti a tanta saccenza e presunzione non posso far altro che alzare le mani e arrendermi. Ci sono persone che si incontrano nella vita con cui non ci si riesce ad amalgamare. Sono state importanti per me, ma evidentemente non si è così necessarie da completarsi vicendevolmente. E' un peccato, ma d'altronde anche nei gruppi di animali, c'è sempre la pecora nera. E in quel gruppo lo ero io.



Ed ora sono in un altro gruppo di nonsolomamme con cui vado persin più d'accordo, ma a debita distanza. Ovvero, tutta la mia disponibilità nel lasciar entrare in casa mia e nel mio cuore alcune persone ora non c'è più. E su questo dovrò continuare a lavorarci bene. Sono sempre mamme molto intelligenti, acculturate e alcune anche studiate. Ma insomma sono più alla buona, riesco a interagirci meglio, ecco!!! 

Quindi, dopo tutte queste discussioni spero che il 2014 mi riservi un anno più pacifico, se non altro perchè dopo questi 12 mesi di transizione, credo di meritarmi un pò di...serenità....!!!

Ed è con tutto il mio cuore che auguro a tutti voi un futuro pieno di amore, salute e fortuna, che parrà un augurio davvero banale ma averne già almeno uno dei 3 oggi come oggi per qualcuno è un'utopia.... 
Auguri davvero a tutti!!!!

mercoledì 11 dicembre 2013

poco tempo, cotechino e nutellata

Vorrei parlare di un sacco di cose. Fosse per me il mio blog potrebbe essere un diario segreto,  ma il turbinio quotidiano non mi permette tutto il tempo che dovrei/vorrei impiegare per scriverci....vorrei parlare del primo compleanno del ristorante che il mio fratellino ed io gestiamo, delle difficoltà che abbiamo avuto e che tuttora abbiamo; vorrei parlare di ciò che penso di questo blocco delle strade delle città italiane partito il 9 dicembre e che tuttora continua; vorrei parlare del Natale che sta per arrivare, mancano pochissimi giorni; vorrei fare un resoconto di questo anno trascorso, per le discussioni e le chiusure di vari rapporti che ho affrontato (ahimè) per via del mio caratter(accio)e e per il carattere di chi ho frequentato; vorrei parlare di come finalmente dopo 20 anni che sono donna sto risolvendo il mio malessere mensile del mestruo grazie alla coppetta e agli assorbenti lavabili;  vorrei parlare della scuola di Veronica,  delle amicizie di Becky,  del carattere di Maddalena, della dolcezza di Gioele e dello splendido rapporto che mi unisce a Mirko dopo quasi 15 anni che stiamo insieme,  10 anni di matrimonio,  4 figli e tanti problemi che attanagliano la tanto desiderata tranquillità quotidiana come in tante famiglie negli ultimi tempi.
Sperando di riuscire a parlare di tutto nei prossimi post mi limiterò a trascrivere 2  ricette che ho provato ultimamente ma che oggi mi sono venute vergognosamente bene.


COTECHINO VEGANO CON PUREA DI PATATE
col mio fratellino stavamo preparando il menu di capodanno e siamo incappati in un secondo che ci ha colpiti: il cotechino vegano.
La ricetta originale l'ho trovata su vegan blog ma non avendo tutti gli ingredienti a disposizione l'ho leggermente cambiata facendola un pò anche mia. Ma il risultato è stato fantastico e soddisfacente per me.



Ho fatto cuocere un tot di lenticchie. Ne ho prelevate 250 gr asciutte e le ho messe nel bimby a cui ho aggiunto un mix tritato di sale grosso, coriandolo, pepe nero, zenzero tritato, noce moscata,  e qualche erba secca a piacere.  Ho aggiunto 55 gr di glutine di grano,  3 cucchiai di olio evo e ho tritato per amalgamare bene il tutto. Ho tolto l'impasto dal boccale e ho impastato a mano. Ho messo un bicchiere di vino bianco in un piatto fondo e ci ho rotolato l'impasto in modo che assorbisse il liquido.  Il profumo era fantastico davvero. L'impasto era morbido e appiccicoso.  Gli ho dato la forma di un salamotto cotechinoso e come da ricetta originale l'ho messo a bollire per 40 minuti in una pentola di brodo di verdure bollente avvolto in un canovaccio a caramella e legato con in nodo con le due estremità.  Beh dopo la bollitura e dopo aver preparato la purea con 500 gr di patate, 150 gr di latte di riso, sale, noce moscata e pepe ho tolto il canovaccio bollente dalla pentola ustionandomi le dita e maledicendomi per la poca pazienza, e l'ho tagliato a fette. Non potevo credere a ciò che vedevo: fette morbide, compatte molto simili ad un cotechino che accostate alla purea mi facevano sognare.



Nel pomeriggio Becky ha invitato una sua compagna a fare merenda a casa dopo la scuola e poiché ha avuto la visita dal dentista che dopo quasi un anno ogni mese continua a farle mensilmente i complimenti per l'impegno costante con cui mette l'apparecchio e fa gli esercizi assegnatele ho deciso di premiarla con pane e nutellata.

PANE E NUTELLA FATTA IN CASA CON SPREMUTA DI ARANCE

Ho frullato nel mio ormai indispensabile bimby 80 gr di un mix fra nocciole e anacardi non tostati nè salati. Mentre si frullavano ho aggiunto 180 gr di fruttosio. Ho aggiunto 250 gr di cicioccolato fondente e amalgamato Il tutto con 100 gr di latte di riso. Ho spruzzato un pò di cannella e quando era della consistenza piuttosto nutellosa l'ho invasettata e spremuto le arance. Dopodiché tutta la famiglia ha fatto merenda ed è quasi terminata. Che schifo!!!!




martedì 22 ottobre 2013

Educare i propri figli

 

Qualche tempo fa mi è stata consigliata la lettura di "Amarli senza se e senza ma" di Alfie Kohn.
Ovviamente il riferimento del titolo va ai propri figli/bimbi.
Diciamo che, sebbene l'autore mi sia stato sulle balle fin da subito per il suo ripetere millemila volte quanto i genitori siano imperfetti con i propri figli (e chi non lo è???) e per il suo modo di illustrare le sue idee ergendosi da un pulpito (mi pacerebbe vedere il suo modo di essere papà nella quotidiano oltre che nello sfogliare le sue pagine), la sua tesi di fondo che le lodi, come le punizioni, sui bimbi a volte possano essere dannosi. L'autore fa molti esempi di vita quotidiana, cita molti casi visti al supermercato, per strada o raccontati da altre mamme. Dà un'idea di come possa essere sbagliato mettere in punizione spesso i propri figli, di quanto sia terribile sculacciarli, di quanto possa confonderli sentirsi lodare spesso oppure di come non si debba arrivare a manipolarli invece che educarli con l'amore, appunto, incondizionato.
Io credo solo che un genitore, se è felice e pronto ad esserlo, si mette spesso in discussione e il suo amore per i pargoli sia già incondizionato. Ovvio che una persona sbaglia sempre, di continuo, per poi rivedersi e correggere gli errori. Non sbaglierà più sulla stessa cosa, almeno ci proverà, ma sicuramente sbaglierà su altro per poi ricorreggere anche quello e via di seguito. Questi libri possono dare un'idea del tema messo in discussione ma non sono una verità assoluta. Almeno non per me. Fino a poco tempo fa credevo che la mia primogenita fosse la cavia dei miei figli. Sbagliato con lei, tutto giusto con gli altri. Beh, non è proprio così. Ogni figlio è un essere a sè, col suo carattere, i suoi modi di porsi e di vedere e capire le cose. E col senno di poi mi sono accorta che determinati atteggiamenti molto duri con lei potevano andare bene (per me) perchè aveva un determinato atteggiamento ma non per la secondogenita che era completamente diversa. Questi atteggiamenti hitleriani invecchiando e con la seconda ondata di figli l'ho abbandonata dando spazio a più pazienza e più tolleranza che mi hanno però portata a sbagliare dall'altro verso. Perchè non è vero che una madre tollerante e paziente è una mamma migliore. Sempre secondo me, ovviamente. Io sono della filosofia del polso duro comunque, tolleranza o meno. In questi anni ho capito che il mestiere del genitore è un mestiere fai da te. Perchè un sacco di persone intorno (nonni, vicini di casa, insegnanti, passanti per la strada), una miriade di manuali possono suggerire qual è l'atteggiamento utile per affrontare varie situazioni con i bimbi ma poi spetta al genitore stesso spalmarlo in giusta dose sul proprio figlio. Ogni genitore a mio parere potrebbe scrivere un manuale perchè di fatto non è altro che mettere per iscritto le proprie esperienze e le proprie idee. Ecco perchè non trovo ci sia da scandalizzarsi se si sente un genitore che segue il metodo Estevill piuttosto che il metodo Kohn oppure di SOS Tata. 


Ognuno di questi metodi ha idee simili o diverse, gestite in modo uguale o diverso. E poi perchè seguire un metodo? Uno ci prova.
Abbella!!!, sulla pelle dei tuoi figli ci provi??? Essì, è questo l'essere genitore. Razionalmente direi purtroppo. Ma di fatto siamo questo. A mio avviso tutti noi siamo cavie. Ma non solo dei propri genitori. Della vita stessa. Il mio comportamento è questo. A volte posso sbagliare e ledere non intenzionalmente qualcuno. Me ne rendo conto e posso aggiustare il tiro. Ma alla fine la persona lesa non è un pò cavia del mio comportamento? Quante volte siamo stati trattati male da qualcuno? La maestra, un professore, un vigile, un vicino di casa, un collega, il fratello, la nonna....può capitare che ci si trovi ad essere trattati male. Se abbiamo a che fare con persone intelligenti si accorgeranno di essere stati sgarbati e ci chiederanno scusa e quel comportamento (forse) cercheranno di non averlo più. Essere genitori alla fine della fiera è un pò la stessa cosa. Sbagli e raddrizzi il tiro, sbagli e raddrizzi il tiro....Sia ben chiaro, so che si potrebbe leggere della superficialità nelle mie parole, ma non è così. Mi sento molto realista. Perchè sono una mamma che si mette moooolto in discussione e non è che questi manuali, i consigli o i programmi in tv non mi servano perchè sono superiore, attenzione!!! Mi servono perchè confronto il mio modo di pormi verso i miei figli con i consigli letti, guardati o ascoltati e quando li trovo utili e positivi cerco di farli miei. Ma sono sempre in continua evoluzione e parlando con altre mamme condivido lo stesso comportamento. Cerco di essere me stessa, capisco che lodare troppo i pupi con l'andare del tempo possa diventare loro sfavorevole, ma credo sempre nella giusta dose di tutto. Un "brava!!!" accompagnato ad un forte abbraccio a mia figlia se torna a scuola con un 8 mi viene spontaneo come anche tanti complimenti al pupo che impara a parlare. Certo non organizzo una festa per celebrarli, ma insomma, uso il (mio) buon senso, ecco. Cosa mi serve dirgli bravo e poi dirmi: no, non devo dirgli che è bravo (seguendo la tesi kohn, ad esempio???). Non sono un robot, viene spontaneo essere felice, arrabbiato e triste in vari momenti e in disparate situazioni. E può capita anche con le sculacciate. Sinceramente sono del partito che una sculacciata non ha mai fatto male a nessuno. Che faccia bene è un altro discorso. Con la mia primogenita so di aver esagerato e crescendo io con lei e avendo altri pargoli sono state sempre più le volte che ho sbottato dentro di me che su di lei/loro. Ma insomma, ancora oggi sbotto e sinceramente mi capita di ritrovarmi a sculacciare. Oggi però lo vivo in maniera diversa. Mi sento e ne esco sconfitta dalla discussione con loro perchè so di avere esercitato un potere su di loro che so essere davvero impari. Ma la vivo dentro di me. Con loro ne parlo, se ne conviene chiedo scusa, ma insomma non mi sento in colpa per giorni. Potrò sembrare meschina per qualcuno, lo so, pure ad ammettere certi miei limiti. Quando ero giovincella ho "subìto" delle decisioni dei miei genitori su di me che mi hanno offesa lì per lì perchè non sentivo considerato il mio desiderio di vivere una determinata esperienza. Oggi ci ripenso e ringrazio Dio di aver avuto i miei pilastri al mio fianco che mi hanno saputo indirizzare per la retta via. Vedo alcune mamme che chiedono spesso il consenso ai bimbi, perchè secondo loro è questione di rispetto nei confronti dei bambini, perchè nonostante siano piccoli sono sempre esseri con una propria testa. Non sono del tutto d'accordo. Io (io, eh??) genitore mi sento responsabile dell'educazione dei miei figli che impartisco io, non che scelgono loro, sempre ovviamente nella giusta misura. E a volte ciò lo si fa con il polso duro. D'altronde anche l' aquila per educare i loro aquilotti al volo quando decide che è il momento comincia a spingerli col becco finchè i piccoli non si buttano...mica  glielo chiede, lo fa e basta!!! Eppure sono sicura che anche il suo è un amore incondizionato, come quello che Kohn spinge i genitori a provare per i propri figli. E come sono sicura che ogni genitore che si mette in discussione ami in modo incondizionato i propri pargoli e che anche sbagliando voglia per loro solo il meglio.